Finalmente, dopo una lunghissima attesa, il 19 marzo esce in libreriaIl potere sovversivo della carta, 288 pagine di interviste e fumetti, curate dalla sottoscritta, con la storica Diavolina di Paper Resistance in copertina (Agenzia X, euro 16).
Per l'occasione sono diventata molto social:
- ho un profilo twitter nuovo di zecca (e solo 4 follower... aia!);
- esiste una pagina facebook dedicata al libro (senza neanche un "Mi Piace");
- c'è pure un blog che si arricchirà man mano di contenuti.
Insomma non mi sono fatta mancare niente.
Nel volume racconti orali e storie a fumetti di: Alessandro Baronciani, Andrea Bruno, Francesco Cattani, Roberto La Forgia, MP5, Romina Pelagatti, Giulia Sagramola, Strane Dizioni, Alessandro Tota, Tuono Pettinato, Amanda Vähämäki, Zerocalcare.
Prefazione di Davide Toffolo e postfazione di Daniele Brolli.
In più tra le appendici: - Intervista a un lettore: Alberto Choukhadarian; - Quando le cose erano molto più scomode di Emanuele Rosso; - Self Publishing a cura di Michele Ginevra (Centro fumetto Andrea Pazienza).
Ecco che cosa regalerò io questo natale ai miei cari, ma non specifico che cosa a chi così se qualcuno di loro capita sul blog non rovino la sorpresa a nessuno.
(Un libro, un'esposizione. 13 illustratori illustrano 13 brani di 13 band italiane)
Ho avuto anche la bella sorpresa di scoprire che è in promozione natalizia!
Io ho comprato su Big Cartel quindi costa un pelino di più, ma voi, che ora sapete della promo grazie a me, scrivete all'email info@rumorama.it e ve la potete portare a casa a soli €10 (invece che €18). L'opzione abbinata alla shopping bag è a €13 (invece che €20).
Spese di spedizione: Piego di Libri Ordinario €3 / Piego di Libri Raccomandato €5.
Anche perché il numero 55 ha un mio disegno in copertina (probabilmente il mio miglior disegno di sempre).
In versione digitale, l'abbonamento dura un anno, ogni 3 mesi arriva la rivista in pdf nella casella email del destinatario, a soli €9. La versione su carta costa invece €18. Maggiori info qui.
Strane Dizioni
Io ho scelto Buon Porco Giorno (€20) perché è un classico, ma qualsiasi loro titolo è un regalo prezioso. Per avere l'imbarazzo della scelta andate qui.
Ho scelto il volume coi films meno noti, ma se è un po' che non li guardate i migliori restano sempre The Breakfast Club e Sixteen Candles / Un compleanno da ricordare. Comprare su Amazon conviene (prezzi da €6 a €10).
Se non conoscete il progetto Awkward Family Photos rimediate subito! Questo blog ora è diventato anche una simpatica serie di libri. Per ordinare lo stesso che ho scelto io consiglio sempre Amazon (prezzi da €6 a €17).
Un libro edito da Agenzia X
Questa casa editrice ha in catalogo molti libri interessanti, alcuni perfetti anche per il vostro amico hipster a cui non sapete mai cosa regalare (uno su tutti Suonare il paese prima che cada di Andrea Scarabelli dedicato alla scena indipendente musicale italiana, c'è pure la versione ebook a €2,99!). Personalmente suggerisco anche La Velocità di Lotta sempre di Andrea Scarabelli (sul sito dell'editore a soli €10,20), che io regalerò alla figlia adolescente di una mia amica, "La fidanzata di Godzilla" di Paola Agostoni, che oltre a essere godibilissimo ha pure un mio disegno in copertina, e "Amianto" di Alberto Prunetti, che attraverso una storia personale riesce a raccontare un triste capitolo della storia operaia del nostro paese (in promo a €11,10).
Oceano
Su suggerimento di Cattani, ho preso questo meraviglioso pop-up edito da Corraini. Una vera magia sfogliarlo. Ordinarlo online non conviene, alla fine con le spese di spedizione si spende la stessa cifra e prendendolo in libreria almeno siete sicuri che la copia che acquistate sia in perfette condizioni (prezzo di copertina €18).
Pinguino
Se avete un negozio Muji in città oltre a questo simpatico peluche che da vero ecofriend indossa una maglietta in cotone riciclato (€18,95) troverete mille altre idee regalo, animali di carta, confezioni per origami, timbrini dell'alfabeto, tutto spendendo tra i €7 e i €30.
Gingerbread Men
I biscotti sono sempre il regalo giusto: fatti a mano e poi imbustati (come ho fatto io qui) oppure comprati (se, per puro caso, siete in UK, basta fare un salto da Marks&Spencer e per poco più di una sterlina ve ne portate a casa dodici nel pack 12 Mini Gingerbread Men). Perfetti quando si hanno davvero troppi amici!
Questo mese in edicola c'è il super numero di Dicembre di "Blow Up" con un bell'articolo nella sezione Collateral dedicato alla scena del fumetto indipendente italiano, Italian Self Comics, di Guido Gambacorta. Tutti continuavano a parlarmene perché l'articolo si apre citando il mio libro di interviste ai fumettisti della mia generazione in uscita per Agenzia X. Così un giorno passando davanti a un'edicola mi sono fermata e l'ho comprato.
A parte quell'articolo, che secondo me è eccezionale nella sua capacità di sintetizzare con calore in poche pagine tutto il sottobosco editoriale vivacissimo di questi anni
- fa un bel pendant con il mio articolo per L'Unità I nuovi fumetti sono "fatti in casa" aka Il fumetto selvaticouscito il 5 Agosto 2013 e disponibile online qui. Io in settemila battute cerco di dare dei tips sugli anni dal 2000 al 2010 e l'articolo di "Blow Up" parte praticamente da dove finisce il mio: insieme sono una buona summa per riuscire un minimo a orientarsi -
sono rimasta a bocca aperta quando ho letto alcuni altri articoli del numero in questione (ne cito uno su tutti: Aridatece la censura di Alberto Pezzotta, che partendo dal film La vita di Adèle snocciola un paio di considerazioni illuminanti, di quelle che ti rimettono in moto il cervello). E sto solo parlando della sezione Collateral, quindi della categoria "altro" per un giornale che si occupa di musica. Essere al top anche in quello che non è esattamente il tuo settore è qualcosa di cui pochissime riviste al mondo si possono vantare. "Blow Up" per la sua sezione Collateral potrebbe bullarsi senza ritegno.
Sapete quanto mi galvanizzo quando persone intelligenti mi fanno riflettere sulle cose da un punto di vista che io da sola non avrei mai potuto elaborare e che mi cambia completamente la prospettiva su un argomento e il mondo poi non può più essere come prima...
Come quando si ascolta una voce distorta le cui parole ci risultano incomprensibili. Il nostro cervello è fatto in modo che se qualcuno ci sillaba chiaramente il testo che quella voce distorta sta leggendo, noi non potremo MAI più sentire in quella voce un rumore indistinto, ma sentiremo per il resto della nostra vita quelle parole come comprensibili (sì sto preparando un esame di neurofisiologia)...
Bene, "Blow Up" da che me lo ricordo è sempre stata una rivista così. Com'è che ho smesso di comprarla?!! Come è potuto succedere? Sono i-d-i-o-t-a?
Mi ricordo ancora il numero 29, quello dell'Ottobre 2000, mi ero trasferita a Bologna da neanche un mese e lessi un trafiletto in cui veniva recensita la musicadei Sigur Rós. Ora i Sigur Rós manco li ascolto più, ma allora non li aveva ancora sentiti nominare nessuno e fidandomi di quel trafiletto son andata all'Underground Records, il bellissimo negozio di dischi che allora aveva sede in via Malcontenti (credo) e che purtroppo adesso non esiste più, e mi sono portata a casa il singolo Ný Batterísulla fiducia. Uno dei dischi che più ho amato in vita mia. Ecco "Blow Up" è una rivista così, uno di quegli amici che magari a volte sono un po' ruvidi, ma sempre e assolutamente onesti, quelli che ti dicono "sai che dovresti rilavarti i denti perché oggi hai l'alito un po' pesante?
Che poi questi sono gli unici veri amici, gli altri sono solo persone senza palle che non vi amano abbastanza per dirvi la verità.
Com'è che ho smesso di comprarlo? Dai!
Stamattina rileggevo il pezzo tratto dall'intervista ai ragazzi di Strane Dizioni, sempre uno dei capitoli del mio libro per Agenzia X, e ad un certo punto Enrico di Strane Dizioni per spiegarmi il loro approccio di ricerca inizia a parlarmi di musica. E nel discorso mi nomina quelle persone che magari per un periodo della loro vita sono anche state curiose del mondo, ma poi finita quella fase, che spesso coincide con l'adolescenza, si sono fossilizzate con un atteggiamento nostalgico su un certo filone musicale e da lì non si smuovono più, fino alla tomba.
Sfogliando "Blow Up" ho capito che senza rendermene conto sono diventata una di quelle persone. Non credevo di essere una di quelle persone. Devo correre ai ripari.
Grazie "Blow Up" per avermi salvato la vita.
Consiglio per il regalo di natale perfetto: almeno un numero di "Blow Up" ai vostri cari, anche quello di Novembre, che già solo per l'articolo su Salinger vale la pena di essere ordinato, e magari a voi stessi un bell'abbonamento.
Stanotte in America finalmente riprenderà Breaking Bad e Hank si alzerà da quel maledettissimo water su cui è rimasto seduto per mesi, spezzandoci il cuore.
Con questa premessa non è che uno poi possa lamentarsi della vita. Questa è, per definizione, una settimana meravigliosa. Per i malati di mente come me poi è LA settimana: per mesi la mia paura più grande è stata quella di morire prima che questa serie tv ricominciasse.
Però, c'è sempre un però.
Dean Norris nel ruolo di Hank Schrader, in un'interpretazione da Oscar (solo Robert De Niro in Taxi Driver può competere).
Per la prima volta pubblicano un mio articolo su un quotidiano nazionale (L'Unità) e io non lo sapevo. Lunedì 5 agosto è uscito un pezzo di 7000 battute, insomma a pagina intera, sul fumetto indipendente, intitolato I nuovi fumetti sono "fatti in casa" (titolo originale Il fumetto selvatico), scritto da me. Ancora non ci credo, non avendone vista nemmeno una copia coi miei occhi. (Appena riesco a recuperarne una ne pubblico una scansione, comunque lo trovate a pagina 21!)
Ma la cosa che più mi fa andare in bestia è che quel giorno in edicola ci sono anche passata perchè sapevo che sul giornale locale di Pordenone, Il Messaggero, sarebbe uscito un articolo dedicato a Kirk Hendry, il presidente di giuria della sezione animazioni da me curata al festival FilmMakers al Chiostro di Mediateca - Cinemazero.
La foto non rende giustizia alla neozelandesità del presidente di giuria. Per apprezzarla con tanto di figona al suo fianco bisogna andare su GettyImages.
Ero proprio lì in edicola a sfogliare il Messaggero con questo neozelandesone alto due metri al mio fianco, mentre cercavo di tradurgli col mio inglese maccheronico il contenuto dell'articolo su di lui con l'Unità davanti agli occhi e il rimando al mio articolo IN PRIMA PAGINA!!! Sotto al titolo del giornale!
Nonostante questo non l'ho mica notato. E sì che l'unica altra volta in cui sono stata in prima pagina era per tutta quella questione de Il Giornale contro i miei fumetti zozzi.
Secondo me è stata colpa del neozelandesone, si sa che sono suscettibile ai ragazzoni alti, biondi, con gli occhi blu, niente di diverso da un vecchio porco davanti alla scollatura di una cameriera. Quindi, morale della favola: basta fissare le tette alla gente in spiaggia.
C'è anche il video dell'intervista che mi ha fatto Giada de Lo Spazio Bianco per lo Slam X allo Sherwood Festival! Per vedere le altre interviste a Calia, Bruno e anche agli ospiti non fumettisti della serata del 23 Giugno basta andare qui: http://www.sherwood.it/articolo/3291/domenica-23-giugno-sherwood-festival-2013!
Mi capita a volte, guardando alcuni fumetti, di riconoscere le foto usate come base per gli sfondi delle vignette. Nel senso che magari anch'io una volta nella vita ho dovuto disegnare il Colosseo e magari ho ricalcato la stessa foto scelta dall'autore del fumetto che sto leggendo. Questo succede perchè tutti solitamente peschiamo le immagini dalle prime due pagine di risultati di Google. Ora ho imparato a partire dalla terza pagina, e anche oltre, soprattutto se non voglio essere scoperta in qualche plagio.
Il concetto di plagio è labile (sai che novità!). Però, vedendo la questione come una faccenda privata e non un'annosa diatriba tra critici d'arte, se Andy Warhol, ma anche solo Toccafondo, possono pitturare sopra a delle foto, perchè non posso farlo anch'io?
Con questa premessa nel cuore, domenica 23 giugno 2013 mi sono recata allo Sherwood Festival per lo Slam X di Agenzia X. Ho disegnato in pubblico per un'oretta avendo sotto dei fogli con le foto dei fumettisti che sto intervistando per il mio libro per Agenzia X stampate in giallino chiaro. Prima di me disegnava Claudio Calia e dopo di me Andrea Bruno: insomma non c'era confronto. Non ce l'avrei mai fatta a disegnare restando così calma senza la rete di sicurezza delle foto.
Claudio Calia fotografato da Daniele Cappelletto.
Andrea Bruno fotografato da Alice Onisto.
Io che coloro. Lo smalto giallo era in tinta con le mie sneakers. Foto di Francesco Boz.
Il mio disegno che annunciava il turno di Andrea Bruno fotografato da Martina Manganello.
I miei compagni di viaggio hanno borbottato un po' per la cosa. Io invece mi sono sentita lusingata. Solo le buone idee vengono copiate. Magari hanno visto il nostro logo una volta soltanto e gli è rimasto in testa! E non so quanti altri collettivi di fumettisti possano vantare un brand di abbigliamento a loro ispirato. Fosse per me ci unirei tutti in una grande famiglia. E poi ho trovato carino il gioco di parole tra ernest e onest, Er(O)nest, ...non ci avevo mai pensato! Ho in testa una linea di abbigliamento ispirata ai camici da lavoro di medici e infermieri... gliela propongo? Ma faranno anche abiti da donna? Anche per spilungone formose come me? Non resterebbe che andare al loro aperitivo di stasera... scrivono così su Fb
28/06/2013 ore 19.30
ER(O)NEST
BRAINSTORMING :: L'APERITIVO porti da bere / parli con noi Via mezzaterra 3 Feltre
L'ultima volta che ci sono stata avevo 17 anni ed ero venuta a lavorare in fiera per una lunghissima mostra mercato dell'industria tessile, non robetta da ragazze con tessuti e tendaggi, roba pesante, saloni sconfinati con giganteschi macchinari lunghi metri di quelli che si usano per ottenere le rocche di filo partendo dalle balle di fiori di cotone. Ero riuscita ad avere quel lavoro grazie a mio padre, anche perchè sapevo bene l'inglese e sono madrelingua croata, in più avevo appena finito un corso di francese di cui ora non mi è rimasto nulla in zucca. Con i soldi guardagnati in quei quindici giorni sono rimasta una settimana a zonzo. Ed è a Parigi, in quella settimana, che mi sono innamorata dell'arte contemporanea. Sono capitata per caso a Palais de Tokyo a una mostra con Ever is Over All di Pipilotti Rist, il lavoro che l'ha resa celebre (e che le era valso il Premio 2000 alla Biennale di Venezia l'anno prima, nel 1997), è il video in cui spacca i vetri delle macchine con un grande fiore tropicale. Wow.
Pipilotti Rist in Ever is Over All
Al mio rientro il destino aveva cercato di lanciarmi un messaggio, mi ero iscritta allo stage di orientamento per l'università chiedendo di andare in un ufficio di grafica o una fondazione di tutela dei beni culturali, invece, per un errore della segreteria, ero finita a fare lo stage in ospedale con tanto di tirocinio in una casa famiglia per persone con problemi psichiatrici. Forse è stato lì che ho sentito che non ero ancora pronta per una cosa così e che al tempo stesso mi si è insinuato il tarlo della medicina. Non lo so. Poi il numero della casa famiglia è simile a quello di casa dei miei e capitava spesso, oggi meno, che qualcuno si sbagliasse e chiamasse loro invece della struttura. Realizzo solo ora che probabilmente succedeva anche il contrario...
Il mio cane, Ici
Comunque, morale della favola, l'ultima volta che sono stata a Parigi non ero vegetariana, non salvavo gattini a destra e a manca, avevo appena ricevuto un cane dai miei ed ero vergine. Insomma non ero ancora me. Però facevo già fumetti, anzi erano gli anni del mio maggior fervore, quelli della prima fanzine, Pupak, con Paolo Cossi ed Emanuele Rosso.
Adesso ci vado perchè sto scrivendo un libro sui fumetti, ci vado da fanatica compulsiva della raccolta differenziata (la faranno la raccolta differenziata in centro a Parigi? Non sarà mica come Roma o Bologna, no?), da zia di una bimba bellissima e simpaticissima, Camilla, la figlia di mio fratello Sascia il filosofo, e senza che il mio cane Ici aspetti il mio rientro (mi ha lasciata il 4 marzo e ora sono sola qui ad abbaiare, mi manca da impazzire ogni singolo giorno, solo a vedere il sole che splende sul quartiere in cui facevamo le nostre passeggiate. Per fortuna oggi piove).
Le mie canzoni referite sono Je Bois Et Puis Je Danse e Elle et Moi
Intervisterò Romina Pelagatti e Alessandro Tota.
Domani andrò anche a vedere il concerto degli Aline (per saperne di più su di loro, una bella recensione in italiano qui) con la mia amica Eleonora, che dai tempi delle superiori quando mi passò i Gorky's Zygotic Mynci è sempre un passo avanti nello scouting musicale e da allora, grazie alle robe fighe che mi consiglia lei, faccio bella figura in giro.
Chiudo questo post con la canzone che sto ascoltando adesso, La Forêt di Lescop. Mi piace molto anche il testo oltre alla canzone (e al cantante, ça va sans dire). Ho provato a tradurlo dal francese, ma non so se ci si possa fidare.
Lescop
La Forêt
Un colpo nella notte Un dolore gelido fende l'aria La foresta trema improvvisamente Poi torna il silenzio, Te ne stai lì muto Poi pronunci la condanna Parte il secondo colpo E fa la differenza
Nella foresta ti incontro nel momento opportuno Un appuntamento improvvisato sotto la luna Sorrisi tesi, situazione complicata Sento il tuo respiro sul collo Una pistola carica mi carezza la guancia Dici "questa volta sono io a giocare" Nella foresta risuona il primo colpo Uno, poi due, il mio corpo freme Poi si accascia lentamente
Poi più niente, non un suono Nessuno ha visto niente per fortuna Per me ora è finita E chi se ne frega, pensi! Te ne vai L'ultimo saluto La foresta trema di nuovo E mi godo il silenzio
Nella foresta ti incontro al momento opportuno Un appuntamento improvvisato sotto la luna Sorrisi tesi, situazione complicata Sento il tuo respiro sul collo Una pistola carica mi carezza la guancia Dici "questa volta sono io a giocare" Nella foresta risuona il primo colpo Uno, poi due, il mio corpo freme Poi si accascia lentamente
Il testo originale è questo:
Un coup de feu dans la nuit Une douleur glaciale qui s'élance La forêt soudain qui frémit Puis s'installe le silence Tu te tiens là assourdie Tu prononces la sentence Le deuxième coup est parti Et fait bientôt la différence
Dans la forêt je te retrouve à l'heure opportune Un rendez-vous improvisé sous la lune Sourires crispés, situation compliquée Je sens ton souffle qui me frôle le coup Un pistolet chargé me caresse la joue Tu me dis "cette fois c'est moi qui joue" Dans la forêt la première détonation raisonne Un coup de feu puis deux, mon corps qui frissonne Puis doucement s'écroule
Plus rien, plus un bruit Personne n'a rien vu par chance Pour moi maintenant c'est fini Et tout le monde s'en fout, tu penses! E corri via Tirant ta révérence La foret de nouveau frémit Et je profite du silence
Dans la forêt je te retrouve à l'heure opportune Un rendez-vous improvisé sous la lune Sourires crispés, situation compliquée Je sens ton souffle qui me frôle le cou Un pistolet chargé me caresse la joue Tu me dis "cette fois c'est moi qui joue" Dans la forêt la première détonation raisonne Un coup de feu puis deux, mon corps qui frissonne Puis doucement s'écroule.
Per quelli che sono in zona Triveneto, mercoledì 22 maggio, alle 18.30, allo Studio Container #5 (lo studio di Flavia Rossetti ed Elisa Bristot!) in Largo San Giovanni Bosco 5, a Pordenone, organizzo
un FESTìN! per Andrea Scarabelli
e il suo primo romanzo "La velocità di lotta" (Agenzia X) che dal titolo sembra una cosa e invece è un'altra. Sarà un aperitivo più che una presentazione, o meglio, sarà un modo per presentare i pordenonesi più cool al mio amico Andrea!
anche Bobby Gillespie dei Primal Scream sostiene questa causa!
Oltre ai libri, ovviamente, ci saranno cose buone da sbaffare preparate dalla mia mamma e dalle
mie amiche Anna Romanzin ed Eleonora Spizzamiglio, in sottofondo la
musica dell'ipod di Stefano, il moroso di Flavia, e tutti a sorseggiare birrette e
prosecchini: praticamente una festa delle medie
fuori tempo massimo!!!
Per sapere qualcosa in più su Andrea e sul suo libro, ecco qualche recensione:
- questa è quella di Agenzia X (la casa editrice);
- questa è quella di Vincenzo Latronico e fa piangere (e i libri di Latronico sono da leggere!);
- questa de Il Manifesto dice cose vere sulla generazione dei trentenni ma fa un po' male... Qui c'è il booktrailer in esclusiva per Rolling Stone.
NB. In zona ci saranno anche delle vere presentazioni: 21/05Kobo Shop, Udine, questa la faccio sempre io (alle 18); 23/05Casa delle culture, Trieste, con Ricky Russo (alle 18.30); 24/05C.S.O. Pedro, Padova, con Luigi Emilio Pischedda + reading musicato da Dr Sospè (alle 21); 25/05Casa dei beni comuni, Treviso, con Francesco Targhetta + reading musicato da Dr Sospè.
Ho già segnalato il libro qualche giorno fa, ma vista l'occasione della presentazione bolognese di domani sera alle 19 del romanzo "La velocità di lotta" di Andrea Scarabelli da Modo Infoshop con Emidio Clementi (!!!) non potevo non rimpallare la notizia anche qui. In calce tutte le info dalla newsletter di Modo Infoshop.
Per i più curiosi ecco il link per il booktrailer ufficiale del libro:
Se siete incerti, se non siete sicuri di aver voglia di uscire di casa, leggete la recensione di Vincenzo Latronico e non potrete fare altro che fiondarvi da Modo Infoshop domani sera: http://doppiozero.com/materiali/recensioni/la-velocita-di-lotta
Uffa, vorrei esserci anch'io!
domenica 12 maggio
ore 19,00
La velocità di
lotta
un romanzo di Andrea Scarabelli
Emidio Clementi ne parlerà con l'autore
Non vedo niente, la rabbia è polvere che taglia gli occhi. Lo
giuro. Che non lavorerò mai. Che non andrò da nessuna parte.
Voglio vivere così veloce che nell’accelerazione le cose perdono i
loro contorni squallidi.
Il tritacarne della creatività a rinnovo semestrale sta macinando
le ultime scorte del talento di Diego, un trentenne che non vuole
cadere nel baratro ma non sa come evitarlo. Lotta, un’adolescente
cleptomane dai capelli multicolore, in fuga dal disastroso mondo
degli adulti, è il fulmine d’incoscienza ribelle che squarcia le
nuvole nere dell’inerzia. Lotta deve capire contro chi dirigere la
sua imprevedibile carica di energia. Diego ha bisogno di una
scintilla per riprendersi la vita. Ma non basta colpire l’odiata
periferia di provenienza o gli uffici del terziario avanzato,
sulla strada ci sono nemici più pericolosi: le menzogne delle
agenzie di stampa, le banche assassine, le carceri che
imprigionano l’amore. Ben oltre i loro sogni, Diego e Lotta
innescano un incendio mediatico che brucerà ogni certezza.
L’avventura non è più un gioco, le complicazioni acquistano una
velocità vorticosa. Un romanzo corrosivo come il primo Palahniuk e
magico come una Zazie nel metrò dei giorni nostri, con una
scrittura lavorata nei minimi dettagli, percorsa da correnti
elettriche ad alto voltaggio.
Andrea Scarabelli è nato a Milano nel 1983. Suoi racconti,
interviste e recensioni sono apparsi su “Rolling Stone”, “Pulp”,
“il manifesto”, Gq.com, Carmilla, “Atti impuri”. Nel 2008 ha
pubblicato la docufiction Beautiful (No Reply).
Tutto è cominciato perché un giorno l'ho
incontrato, era tra gli organizzatori di una manifestazione dedicata
all'editoria indipendente. E ovviamente l'ho scambiato per qualcun
altro. Un qualcun altro che non avevo mai visto di persona, ma di cui
sapevo tutta una serie di cose, qualcuno che, in teoria, sapeva anche
tutta una serie di cose su di me, qualcuno di cui ero certa di ricordare
il nome. Qualcuno con cui mi sarei potuta permettere la domanda "ma lo sai che stiamo andando a letto con lo stesso ragazzo?".
Il tipo di cosa che chiunque direbbe a un estraneo per attaccare
bottone, no?
Ovviamente lui non era lui. Ed era eterosessuale. Comunque,
da quel primo incontro, dopo un periodo di relativo imbarazzo da parte
mia, abbiamo davvero scoperto di avere delle cose in comune, ma sul
piano intellettuale, e così, anni dopo, sarebbe nata l'idea di fare un
libro, simile a quello scritto da lui sulla scena musicale indipendente
italiana, dedicato invece all'autoproduzione, principalmente di fumetti. E
adesso quel libro dovrebbe diventare realtà.
Il festival in questione era lo Slam X (edizione 2010), al Conchetta a Milano, il
ragazzo che ho malamente importunato e che ora è il mio editor è Andrea
Scarabelli, il libro sulla scena musicale indipendente italiana è
Suonare il paese prima che cada, edito da Agenzia X. Gli altri due
ragazzi della storia invece sono comparse non accreditate, nemmeno nei
titoli di coda di questo film. Tutto questo solo perchè io
andassi in giro per l'Italia a intervistare dodici fumettisti: un'avventura per la quale vale la pena rischiare la faccia. Anche
se per ora di questo mio libro non esiste ancora una pagina.
Andrea Scarabelli
invece esce proprio domani, mercoledì 8 maggio, nelle migliori librerie, con il suo primo romanzo, La velocità
di lotta, sempre edito da Agenzia X. Cover magnifica di Marta Muschietti.
Presenterò con Andrea il suo libro martedì 21 Maggio a Udine da Kobo Shop, e mercoledì 22 Maggio a Pordenone, da Studio Container 5. Maggiori dettagli nelle prossime settimane. Qui la scheda del libro e qui la recensione di Rolling Stone.
Quanto al mio mini tour di interviste, la prima tappa sarà Bologna che, volenti o nolenti, oggi come ieri, è la capitale italiana del fumetto.
A Bologna non si contano il numero di presentazioni, eventi, mostre a cui ho partecipato. Ma a Udine, che è pur sempre più casa mia di quanto dovrebbe essere Bologna, non conosco nessuno, non ho una rete, emi ritrovo oggi a dover introdurre Andrea Scarabelli, il bravo scrittore amico di Ernest, che, tra le mille cose che fa, lavora con Agenzia X (è proprio grazie al Festival Slam X al Cox18 che ci siamo conosciuti!) e proprio con Agenzia X ha pubblicato il suo libro "Suonare il paese prima che cada" dedicato alla musica dagli anni zero.
Alle 18 saremo alla libreria Kobo shop a parlare proprio di questa insolita raccolta di testimonizanze dalla scena musicale indipendente italiana di cui Scarabelli ha tenuto le redini.
E per la prima volta non conoscerò tutte le persone del pubblico per nome!
Comunque, pare quasi che io mi stia ricreando Bologna in Friuli, visto che ad aprile, nel weekend dopo Pasqua, grazie ai ragazzi di Cas*Aupa, il meglio del mondo dell'autoproduzione italiana sarà a Udine per un mini festival dedicato, infatti, tra i tanti, ci saranno Mp5, Teiera, e credo anche Strane Dizioni! Oltre a noi di Ernest! (sara)