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| Umi è la linea di prodotti per l'igiene e la cura della persona del supermercato Waitrose, una grafica da far concorrenza a Clinique, e invece è un semplice (ottimo) sapone di supermercato. |
martedì 14 febbraio 2012
Waitrose
Nessuna buona idea per un regalo di San Valentino? Io ho l'idea perfetta per un regalo davvero radical chic e decisamente poco ambientalista. Leggila su Rivista Inutile online. Sogno di fare questa cosa da anni, ma poi il senso di colpa mi fa restare a casa. Però la sola idea di uscire di casa al mattino, senza bagagli, solo per fare la spesa, e di salire su un aereo, scendere a Londra per comprare quelle quattro cose che mi servono da Waitrose per poi tornare a casa prima di sera a preparare la mia bella cenetta già basta a scaldarmi il cuore (sono una brutta persona, vero?).
(Forse per diventare più buona dovrei mangiare uno dei dolcetti di Samantha: le foto dei suoi cupcakes sono invitantissime).
lunedì 13 febbraio 2012
Pasolini a Parigi
Questo weekend l'esperienza accumulata in 3 lustri di autoproduzioni mi è tornata utile per il mio lavoro di grafico tuttofare dell'ultimo minuto. Ho impaginato, stampato, pinzato e rifilato il libretto di sala in francese (trad. di Claudi Salmi) dello spettacolo teatrale/musicale/performance Pasolini. l'incontro dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Proprio domani, a San Valentino, all'Istituto di Cultura Italiana di Parigi, ci sarà questo bello spettacolo. Amici fumettisti che siete nella Ville Lumiere, vi consiglio di farci un salto!
Nello spettacolo viene ripresa anche questa poesia:
Frammento epistolare, al ragazzo Codignola
Caro ragazzo, sì, certo, incontriamoci,
ma non aspettarti nulla da questo incontro.
Se mai, una nuova delusione, un nuovo
vuoto: di quelli che fanno bene
alla dignità narcissica, come un dolore.
A quarant'anni io sono come a diciassette.
Frustrati, il quarantenne e il diciassettenne
si possono, certo, incontrare, balbettando
idee convergenti, su problemi
tra cui si aprono due decenni, un'intera vita,
e che pure apparentemente sono gli stessi.
Finché una parola, uscita dalle gole incerte,
inaridita di pianto e voglia d'esser soli -
ne rivela l'immedicabile disparità.
E, insieme, dovrò pure fare il poeta
padre, e allora ripiegherò sull'ironia
- che t'imbarazzerà: essendo il quarantenne
più allegro e giovane del diciassettenne,
lui, ormai padrone della vita.
Oltre a questa apparenza, a questa parvenza,
non ho niente altro da dirti.
Sono avaro, quel poco che possiedo
me lo tengo stretto al cuore diabolico.
E i due palmi di pelle tra zigomo e mento,
sotto la bocca distorta a furia di sorrisi
di timidezza, e l'occhio che ha perso
il suo dolce, come un fico inacidito,
ti apparirebbero il ritratto
proprio di quella maturità che ti fa male,
maturità non fraterna. A che può servirti
un coetaneo – semplicemente intristito
nella magrezza che gli divora la carne?
Ciò ch'egli ha dato ha dato, il resto
è arida pietà.
Nello spettacolo viene ripresa anche questa poesia:
Frammento epistolare, al ragazzo Codignola
Caro ragazzo, sì, certo, incontriamoci,
ma non aspettarti nulla da questo incontro.
Se mai, una nuova delusione, un nuovo
vuoto: di quelli che fanno bene
alla dignità narcissica, come un dolore.
A quarant'anni io sono come a diciassette.
Frustrati, il quarantenne e il diciassettenne
si possono, certo, incontrare, balbettando
idee convergenti, su problemi
tra cui si aprono due decenni, un'intera vita,
e che pure apparentemente sono gli stessi.
Finché una parola, uscita dalle gole incerte,
inaridita di pianto e voglia d'esser soli -
ne rivela l'immedicabile disparità.
E, insieme, dovrò pure fare il poeta
padre, e allora ripiegherò sull'ironia
- che t'imbarazzerà: essendo il quarantenne
più allegro e giovane del diciassettenne,
lui, ormai padrone della vita.
Oltre a questa apparenza, a questa parvenza,
non ho niente altro da dirti.
Sono avaro, quel poco che possiedo
me lo tengo stretto al cuore diabolico.
E i due palmi di pelle tra zigomo e mento,
sotto la bocca distorta a furia di sorrisi
di timidezza, e l'occhio che ha perso
il suo dolce, come un fico inacidito,
ti apparirebbero il ritratto
proprio di quella maturità che ti fa male,
maturità non fraterna. A che può servirti
un coetaneo – semplicemente intristito
nella magrezza che gli divora la carne?
Ciò ch'egli ha dato ha dato, il resto
è arida pietà.
sabato 11 febbraio 2012
FMK 2012!
Uno dei progetti che continuo a seguire è il festival di cinematografia indipendente FilmMakers Al Chiostro della Mediateca di Cinemazero di Pordenone. La rassegna cerca di dare un intrattenimento di qualità, con ospiti i registi e gli attori dei lavori in concorso, in un periodo dell'anno, i mesi di luglio e agosto, in cui, a parte uscire fuori a bere, non c'è molto altro da fare per chi resta in città.
Dall'anno scorso il programma ha anche un respiro più internazionale nella selezione. Personalmente, seguo la sezione video-animazione, che comprende i lavori in animazione (3D, 2D, stopmotion, ...) e anche i lavori più sperimentali (videoarte e simili). Il premio è importante, si tratta di 2.000 euro per la realizzazione di una clip di 40 secondi su un argomento fornito dagli organizzatori da consegnare per il febbraio 2013. Se fate video o ancora meglio animazioni iscrivetevi! Maggiori info qui.
One of the projects that I still following is the independent film festival FilmMakers al Chiostro organized by Mediateca Pordenone - Cinemazero. The festival tries to give a quality entertainment, with filmmakers and actors to present their own work, in a time of year, the months of July and August, in which, apart from go out drinking, there isn't much else to do for those who remain in town.
Since last year the program has also an international selection. Personally, I follow the section of video-animation, which includes works in animation (3D, 2D, stopmotion, ...) and even the most experimental short movies (video art and so on). The award is big, it's 2,000 euros for the realization of a 40 seconds animated clip on a topic provided by the organizers.The new video has to be finished before February 2013. If you make videos or animations please subscribe! More info here.
Since last year the program has also an international selection. Personally, I follow the section of video-animation, which includes works in animation (3D, 2D, stopmotion, ...) and even the most experimental short movies (video art and so on). The award is big, it's 2,000 euros for the realization of a 40 seconds animated clip on a topic provided by the organizers.The new video has to be finished before February 2013. If you make videos or animations please subscribe! More info here.
domenica 22 gennaio 2012
Non ho chiesto il permesso
Vi segnalo un vecchio raccontino di Alessandro Lise.
Non gli ho chiesto il permesso. lo riporto qui come se non conoscessi l'autore di persona e l'avessi letto per caso vagando tra i blog.
L'originale lo trovate qui:
Se non lo sapevate, ora le sue cose le scrive qui:
Ora che sto per pubblicare il post gli mando un sms per avvisarlo, anzi no, magari non mi scopre.
(sara)
Mentre sono incarognito e ingrigito, curvo sul computer - così curvo che
quasi batto sui tasti con le spalle e col mento - e digrigno i denti e
maledico me stesso, la mia tesi, montale, quasimodo, la poesia italiana
del novecento - ma anche quella dell’ottocento e degli anni a venire – e
l’intertestualità e la tecnologia e word e la bibliografia e le
conclusioni, e i miei nonni, i miei bisnonni, i miei avi fino all'ottava
generazione, i miei parenti australiani, i cugini di quarto grado,
tutti i miei sei gradi di separazione; mentre complotto disastri navali,
incidenti diplomatici, meschinità parlamentari, esplosioni di pus,
crateri nei centri cittadini, gas velenosi negli open-space della
microsoft, occhiali rotti a Bill Gates, profanazioni di tombe di alcuni
poeti italiani, alieni nei fast food, formiche giganti, camion
dell’immondizia assassini, pupazzi vendicativi armati di tomi del GDLI
(Grande Dizionario della Lingua Italiana); mentre progetto lo sterminio
del mondo accademico, NM, al tavolo accanto, indica la finestra e dice:
“Guarda!”
“Cosa?”, dico, anche se istintivamente mi verrebbe da morsicargli un braccio e urlare: “Che cazzo vuoi! Che cazzo vuoi, eh?! Ti ho parlato?! Che cazzo vuoi! Cazzo! Cazzo! Cazzzzzo cazzutissimo cazzo!”
“Un coniglio! Sul tetto di fronte!”
Guardo NM. Mi alzo. Guardo il coniglio. Guardo lui.
Poi ancora fuori dalla finestra.
Poi lui.
Poi la finestra.
Poi lui.
Poi il piccione, di nuovo.
“Un coniglio…”, dico. Mi risiedo
“Hai visto?” dice, sorridendo, “E’ enorme! Tu l’hai mai visto un coniglio così grande in una grondaia?”
“No”, dico. Nel frattempo torno a immedesimarmi in Conan il barbaro.
“Pazzzesco!”, dice, “Chissà come c’è finito là. Guarda!” dice.
Non guardo.
Lui si agita. Si toglie gli occhiali. Se li rimette. Si protende verso la finestra. Poi appoggia la schiena alla sedia. Si tocca i capelli. Si gira verso di me. Si gira verso la finestra. Si mette una mano davanti alla bocca.
Mi guarda.
“E’ volato via”, dice.
“Sul serio?”, dico.
“Sì” dice.
Fissa la finestra per qualche istante.
“Certo che questi organismi geneticamente modificati fanno paura”, dice. “Conigli con le ali” aggiunge “Chissà dove andremo a finire.”
“Già” dico, annuendo.
“Cosa?”, dico, anche se istintivamente mi verrebbe da morsicargli un braccio e urlare: “Che cazzo vuoi! Che cazzo vuoi, eh?! Ti ho parlato?! Che cazzo vuoi! Cazzo! Cazzo! Cazzzzzo cazzutissimo cazzo!”
“Un coniglio! Sul tetto di fronte!”
Guardo NM. Mi alzo. Guardo il coniglio. Guardo lui.
Poi ancora fuori dalla finestra.
Poi lui.
Poi la finestra.
Poi lui.
Poi il piccione, di nuovo.
“Un coniglio…”, dico. Mi risiedo
“Hai visto?” dice, sorridendo, “E’ enorme! Tu l’hai mai visto un coniglio così grande in una grondaia?”
“No”, dico. Nel frattempo torno a immedesimarmi in Conan il barbaro.
“Pazzzesco!”, dice, “Chissà come c’è finito là. Guarda!” dice.
Non guardo.
Lui si agita. Si toglie gli occhiali. Se li rimette. Si protende verso la finestra. Poi appoggia la schiena alla sedia. Si tocca i capelli. Si gira verso di me. Si gira verso la finestra. Si mette una mano davanti alla bocca.
Mi guarda.
“E’ volato via”, dice.
“Sul serio?”, dico.
“Sì” dice.
Fissa la finestra per qualche istante.
“Certo che questi organismi geneticamente modificati fanno paura”, dice. “Conigli con le ali” aggiunge “Chissà dove andremo a finire.”
“Già” dico, annuendo.
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