giovedì 3 maggio 2012

Mini guida dell'aspirante fumettista

Anche se ora studio medicina, continuo ad andare in giro a parlare di libri e fumetti e dopo qualsiasi presentazione, giuria o mostra, la cosa che mi viene chiesta più spesso è quali sono le cose da fare per diventare un vero autore di fumetti. Premesso che io non ce l'ho fatta a diventare un vero autore di fumetti, credo però di aver capito quali sono le cose più importanti da fare, viste e considerate le limitazioni di tempo e di denaro che possono condizionare le persone normali.

1) Mai andare alle fiere con il proprio book, oltre a essere una cosa da sfigati, è assolutamente inutile. Durante le fiere chi lavora nel settore non ha tempo di stare dietro ai ragazzini aspiranti fumettisti, soprattutto se logorroici.

2) Piuttosto, anzi, assolutamente stampare un proprio fumetto, anche semplicemente in fotocopie - basta una storia autoconclusiva di 4 o 8 pagine (insomma uno o due fogli A4 piegati e pinzati a metà, un po' come facevano quelli di selfcomics) - da regalare in giro, ad autori, editori o anche solo ad altri ragazzi aspiranti autori. Potete impreziosire questi albetti con una bella copertina in cartoncino e qualche altra carineria hand made (adesivi, stencil, intagli,...) come facciamo noi e quelli di Teiera, o se proprio volete fare i fighi, potete fare un albo in serigrafia, come la nostra Cristina Portolano o come quelli di StraneDizioni.
Il mondo del fumetto è piccolo, non è molto verticalista, per cui, in una o due fiere, vi ritroverete al tavolo a mangiare con i vostri autori ed editori preferiti, che magari la sera tornati in albergo avranno modo di leggere l'albetto che gli avrete regalato. Magari passeranno anni prima di essere veramente pubblicati, ma nel giro di poco esisterete come nome nel giro dei fumetti.

3) Per riuscire a esistere nel giro dei fumetti, soprattutto se siete in provincia  e non a  Bologna, Milano o Roma, è importante avere una presenza anche online, aprite un sito, o un semplice blog, in cui postare disegni, articoli, recensioni, e seguite e commentate i post sui blog e sui siti dei vostri autori ed editori di riferimento, pian piano il giro anche sul vostro blog/sito aumenterà e la gente inizierà a incontrare il vostro nome in giro e gli diverrà familiare. Sono utili anche i social network, ma il vostro profilo facebook non è come un sito o un blog, per cui non basta. Aprite anche un flickr in cui postare le vostre immagini più belle, capita a volte di riuscire a vendere così qualche illustrazione o foto. 

4) Firmatevi sempre con nome e cognome, gli pseudonimi sono passati di moda.

5) Se dovete scegliere che scuole superiori fare, secondo me la cosa migliore è fare un liceo, anche se poi magari non andrete all'università, innanzitutto perchè, se doveste cambiare idea, non vi precluderete la possibilità di farlo, sia perchè, per fare i fumetti, è più importante aver qualcosa da dire e saper riflettere e far riflettere, piuttosto che disegnare divinamente. Se volete comunicare con dei bellissimi disegni e basta, forse la vostra strada è quella dell'illustrazione, se volete fare fumetti dovete essere gente curiosa dell'attualità, della storia, del cinema, della letteratura, dovete riflettere sui meccanismi narrativi più che su come ottenere il perfetto chiaroscuro. 

Se dovete scegliere il percorso post diploma, soprattutto se non avete una grande disponibilità economica e se non volete essere autori di fumetti seriali commerciali, consiglio  duie vie. La prima è di scegliere un percorso professionalizzante, tipo una buona scuola di design, anche non troppo costosa, tipo quella di Padova, è un ottimo compromesso, o, se riuscite a entrar, direi l'ISIA di Urbino, le scuole di disegn migliori sono a Milano, ma costano tanto. Entrambi i percorsi sono da preferire a una qualunque Accademia di Belle Arti, in cui a livello teorico la preparazione sulla storia dell'arte è sempre blanda, gli input culturali generali ricadono nel bacino delle arti in senso stretto e a livello pratico spesso gli input non sono aggiornati sull'attualità. Eccezion fatta per il corso di fumetto all'Accademia di Belle Arti di Bologna, che è ottimo, anche se negli ultimi anni sta sfornando tanti autori clone dello stile anni zero, tanta matita, tanti vuoti, tanti silenzi.

Avrete capito che ho una certa avversione per gli Istituti d'arte e per le Accademie. Non è colpa delle scuole in sè, ma della deriva che hanno preso in Italia, dove spesso sono parcheggi ricreativi per chi è un po' svogliato. E questo le fa diventare ambienti più aridi di quel che dovrebbero essere. Una buona cultura generale è assicurata in qualsiasi liceo anche a chi va solo a lezione, sta attento in classe e  studia poco a casa, certo si avrà insufficienza, ma sul lungo termine si avranno le basi per fare molte cose. Se non sarete apatici e distratti svilupperete il senso critico, che è la chiave di tutto. Nei fumetti e nella vita.
Per questo motivo, se non avete fatto una buona scuola superiore, l'Università potrebbe salvarvi, anche se non la finite, dandovi quegli input culturali di cui avete bisogno. Le Università umanistiche sono ottime, ma dovete essere consapevoli che se vorrete lavorare, dovrete crearvi una strada parallella perchè il vostro titolo di studio non varrà niente. E dovendo scegliere, meglio Lettere, magari con qualche esame di storia dell'arte e simili, piuttosto che il Dams o Conservazione dei Beni Culturali, anche se al Dams conoscereste tanta gente utile,  io, da laureata Dams con 110 e lode posso dirvi che è un percorso di studi che fate solo per voi stessi e che non mondo del lavoro non vi da una carta in più da giocare. Insomma quelli del Dams li potete conoscere anche agli aperitivi. 

Non andrei alle scuole di fumetto, sia perchè sono troppo orientate sul fumetto commerciale, sia perchè spesso ci insegnano persone che non sono riuscite a diventare dei veri fumettisti, ma soprattutto perchè sono molto costose (e se avete a disposizione quei soldi allora andate a Milano a fare design, per favore). 

6) E' fondamentale saper usare Photoshop, anche se disegnate e colorate esclusivamente a mano, non serve essere dei draghi, ma almeno saper usare il livello moltiplica, sapere quando si lavora in CMYK  e quando in RGB e cose simili è d'obbligo nel terzo millennio.

7) Se non potete andare a tutte le fiere del fumetto d'Italia, andate intanto a quella più grossa vicino a voi, e se dovete sceglierne una all'anno, fatevi il BilBOlbul, dove ci sono tutti, ma veramente tutti quelli collegati al mondo del fumetto d'autore e il clima è più informale, piuttosto che scegliere Lucca Comics che è una bolgia di gente ed è più votata al fumetto commerciale, anche se l'esperienza dell'Area Self di Lucca è sicuramente bella. Se siete del nord vale molto la pena seguire il TrevisoComicBookFestival.

8) La capitale del fumetto in Italia è Bologna, anche se le case editrici sono a Milano o a Roma.

9) Prima capirete che non è detto che i fumetti che piacciono a voi sono quelli che sapete fare e meglio sarà, siete come una ragazza formosa a cui piacciono i jeans attillati, forse vi donano di più gli abiti, e prima lo capirete meglio sarà, perchè così renderete i vostri punti deboli dei punti di forza, delle caratteristiche del vostro stile. Se invece cercherete sempre di scimmiottare quello che vi piace piuttosto che essere quello che siete, sembrerete sempre una ragazza grassa coi jeans sbagliati. Ognuno ha il suo stile, ma se per sfiga lo stile, anche solo di disegno, del nostro autore preferito è diametralmente opposto a quello che le nostre mani e la nostra mente sono portati a fare, saremo sempre mediocri. Un buon insegnante saprà aiutarvi a tirare fuori il vostro stile piuttosto che cercare di portarvi verso il suo, o quello che lgi piace o quello che è di moda al momento. 

10) Ce la fa chi non si arrende. Questa è la cosa più importante. Conosco persone bravissime a disegnare e a scrivere che non lo fanno solo perchè non sono abbastanza determinate e delle persone meno che mediocri che pubblicano libri e vivono di quello. La differenza è solo tra chi ha continuato a provarci e chi non aveva la voglia di farlo.

Lo so che in tanti mi odieranno per quello che ho scritto, ma è solo la mia opinione personale, basata sulla mia esperienza di vita. Spero di essere stata utile a qualcuno! 
E se invece avete bisogno di dritte per studiare medicina vi consiglio il blog di Simone Navarra.

4 commenti:

rebecca ha detto...

Bravissima Sara! Hai detto tutto ciò che è sensato dire sull'argomento e io confido in pieno, inclusi gli aspetti meno politically correct.

Anna ha detto...

io ho lavorato in una casa editrice di fumetti in Germania e concordo con te al 100%.
benissimo anche gli aspetti non politically correct.

sara ha detto...

Grazie del feedback, a proposito di politically correct leggete quello che scrivono su www.fumettibrutti.blogspot.it

Simone ha detto...

Ah ah ora ci penso io a spiegarvi tutto sugli esami... così state freschi :)

Simone