martedì 8 maggio 2012

FUMETTI BRUTTI: Perchè, quando ci vuole, ci vuole!


Insomma, stiamo sempre tutti qua a lamentarci che il fumetto in Italia è provinciale, che viene pubblicata tanta roba che le fiction di Raiuno forse sono meglio, ma poi i nomi non li fa mai nessuno. Anche perchè, come dicevo nel mio post precedente, nel mondo del fumetto italiano la struttura non è verticalista, siamo tutti amici degli amici degli amici, e, se si è amici, mica si può dir male! Io stessa sono sempre lì che mi mordo la lingua e faccio l'ipocrita. Ebbene, finalmente qualcuno ha rotto il velo di omertà (omertà, altra "virtù italiota"), leggere per credere: la stupenda recensione di Cinquemila bla bla di Manuele Fior (anche se è un amico, se Ernest lo ama, se tutti lo ammiriamo e invidiamo sempre e comunque perchè ha vinto ad Angouleme, anche se come fa gli acquerelli lui nessuno e tutte le altre attenuanti del caso) scritta da Misscappa Lorina sul blog FUMETTIBRUTTI! Il libro di Manuele Fior certo non è IL brutto libro dell'anno, ma ammiro molto il coraggio di prendere una posizione contro.
Nella recensione si accenna al maschilismo della narrazione a fumetti in Italia, sull'argomento ci sarebbe un intero capitolo da aprire. Il maschilismo è un problema generale dell'Italia e mi sembra grave nei miei coetanei come lo è in mio padre e nei suoi di coetanei che di anni ne hanno settanta. Che la triste realtà sia che i miei coetanei rientrino già nelle generazioni di quelli che sono incapaci di capire il mondo e la strada che ha preso etc etc per cui, oltre a essere autori mediocri (se fanno fumetti), sono innanzitutto persone che umanamente e relazionalmente non riescono ad andare oltre un maschilismo bigotto e demodè? Che brutta vita! La questione dell'obsolescenza delle generazioni è pure un argomento interessante, però non voglio fare di tutta l'erba un fascio, non sono tutti così, non lo penso, che si sappia. Qualcuno è così, qualcuno no, anche se magari fa fumetti mediocri (se è un autore di fumetti). A proposito di maschilismo è illuminante leggere quello che scrive Matteo Bordone che a sua volta consiglia di leggere quello che scrive Natalia Aspesi
Spero di parlare di alcune di queste cose a Tourette, il podcast di quelli di Inutile. Aggiornamenti in proposito a breve!

22 commenti:

pornonichilista ha detto...

si ma l altra cattiva abitudine italiana è di scaricare merda addosso ad altri solo dietro l anonimato

cristina ha detto...

pure questo è vero!

Anonimo ha detto...

Il fatto che un libro venga recensito é giá un buon segno,perché significa che c'é attenzione da parte della stampa e sia gli autori che le case editrici sono ben contente di essere nominate. Se ci sono recensioni negative, non é detto che non vengano prese con filosofia dagli autori o chi per loro. Ma "fumetti brutti" sembra aver voglia di sparare a zero e gli pseudonimi sono proprio una bambinata. Hanno paura di dire che non sono d'accordo con la giuria di Angouleme o con i migliaia di lettori che hanno comprato "Polina"? ...mbhé? siamo davanti al prossimo Wikileaks? non credo proprio! Anna

Mr Roboto ha detto...

Se recensire per voi è automaticamente "scaricare merda" o "sparare a zero" penso che ci sia proprio bisogno del nostro blog. Non ho paura di dire che la giuria di Angouleme ha preso una cantonata e chi apprezza Polina non ha assolutamente gusto. La gente ha tante manie di protagonismo che trova assurdo che uno voglia semplicemente far conoscere le proprie idee e non se stesso.
Vedo invece che a fare gli ipocriti col proprio nome e cognome si è bravissimi.
Un grazie a Sara dalla redazione di Fumetti Brutti.

pornonichilista ha detto...

Pure a me il fumetto di fior non mi è piaciuto per nulla, a parte i disegni che sono molto eleganti, però non ho mai avuto problemi a dire le cose mettendoci la mia faccia e il mio nome,già in Italia siamo na congrega di sfigati che si fanno i pompini a vicenda, se poi escon fuori pure i fantasmi di palazzo che scrivono le cose anonimamente stiamo a posto, l atteggiamento giusto sarebbe di scrivere le cose facendo sapere chi si è, tanto più se si decide di fare un blog dove si recensiscono cose brutte, diversamente non vedo dove sta la bravura, anzi, mi vien da pensare che dietro ci stiano addetti ai lavori poco apprezzati ( non dico che sia così ma l impressione è quella )

Anonimo ha detto...

@ Mr. Roboto: sí, lo stile di alcune delle vostre recensioni mi ricorda le scariche di insulti di persone arrabbiate e questo non mi piace. Le critiche negative (e qui mi ripeto) sono utili e danno degli spunti di riflessione diversi dalla consueta autoreferenzialità, quindi continueró a leggere "fumetti brutti". Le tue idee arrivano anche se usi il tuo nome, usare il proprio nome mica significa essere egocentrici. Poi se fai un blog, ti metti in piazza e puó essere che qualcuno ti critichi ... oppure dobbiamo tutti stare lí e dire "bravi i fumetti brutti che criticano tutti gli altri!" ?
Anna

Mr Roboto ha detto...

Bravo pornonichilista sei il milionesimo che se ne esce con questa boiata degli addetti ai lavori poco apprezzati, hai vinto una bambolina di Polina.
Certo perché sapere che mi chiamo Gianni Vattelapesca darebbe tutto un altro sapore alle mie recensioni. Non mi interessa essere conosciuto e voglio che la gente si focalizzi su quello che scriviamo e non su chi siamo. Ma poi soprattutto cosa ve ne frega? Com'è che la gente è diventata così morbosa?
Insulti, addirittura. Adesso avere delle opinioni che non siano le solite "è bravissimo" "geniale" vuol dire insultare, dio mio che palle.

pornonichilista ha detto...

prima cosa cerca di essere educato visto che io lo sono, o perlomeno se propio vuoi essere offensivo mettilo il nome va così mi regolo, poi, le mie teorie erano due, o addetti ai lavori poco considerati o gente cresciuta a dragon ball, per poter scrivere recensioni bisognerebbe avere un minimo di cultura dell argomento di cui si sta parlando, per esempio polina non è piaciuto nemmeno a me, ma il mese scorso l ho passato a bruxell e in tutte le case dove sono stato c era una copia di quel libro e tutti ne parlavano strabene, è un libro che rispecchia a pieno quella che è la cultura francese del fumetto, ma forse certe cose non le sapete o non avete mai avuto il pensiero che il mondo non finisce in italia...sono tante le cose che a me non piaciono e lo dico sempre e senza problemi, a me non interessa sapere chi sei, trovo snervante comunicare con una persona che non so chi sia, ma questo è un mio problema, però trovo fin troppo facile fare un blog dedicato a quelli che consideri fumetti brutti e non metterci la faccia, mi sa tanto di frustrazione e vigliaccheria, questo non vuol dire che non dovete farlo, l'idea di base la trovo pure buona, è che perdete di credibilità dando la sensazione che ci sia un sentimento di "vendetta"

Mr Roboto ha detto...

Vendetta tremenda vendetta! Ma per piacere.
Se uno dice che una cosa non gli piace (e lo motiva, ci terrei a sottolineare) ci dev'essere per forza un motivo oscuro dietro? Ma per chi mi hai preso per il Dottor Destino?
Il punto è sempre quello: conta più il contenuto o il contenitore? Se io dicessi di essere un giornalista di Repubblica che si occupa di fumetti da decine di anni diresti che le mie opinioni hanno più peso anche se scrivessi delle idiozie totali? Scommetto di sì. Motivo per cui dovrai continuare a snervarti, amico mio. Soprattutto perché a meno che tu non vada a casa di tutti i tuoi contatti facebook, twitter o che so io, nessuno di loro ha davvero una faccia o un nome, sai?
Sentirmi dire che non ho cultura da uno che scrive "Bruxell" poi è proprio il massimo. Se i tuoi ospiti belgi non hanno senso critico non è colpa mia, vuol dire che si sono semplicemente fatti abbagliare da una ciofeca spinta da ogni dove come grande capolavoro.

pornonichilista ha detto...

Alè, il secchioncello che corregge l ortografia conferma l'idea che già mio ero fatto ( scusami ma su nel linguaggio informale si scrive senza es finale ) comunque, al di la di questo dettaglio cerco di spiegarti meglio e poi evito di andare avanti in questa diuscussione, fai come vuoi, prima cosa ho paralto di cultura del fumetto e soprattutto di un certo tipo di fumetto, ma da come rispondi sembra che solo tu capisci mentre il resto del mondo è fatto da pecoroni che si fanno abbindolare ( tra l altro parli di gente che vive in paesi dove i fumetti vengono utilizzati come libri di testo scolastici e dove in qualsiasi libreria trovi fumetti addirittura in mezzo ai testi non in un reparto separato come da noi ) quindi già pecchi di un enorme presunzione, secondo me ti sfugge il fatto che dietro ad un fumetto ci sta una persona che si è messa in discussione mettendosi in gioco in prima persona con tutte le difficoltà del caso,in Italia poi non parliamone, c'è un enorme lavoro e sacrificio, alla fine di questo arrivi tu che con la comodità di stare dietro uno schermo senza metterci il nome e senza metterti in gioco smerdi tutto il suo lavoro, bella cosa, complimenti...poi, se uno ti fa notare che non apprezza il tuo operato cominci a schiantare le palle e ad essere arrogante...sto facendo la stessa cosa che fai tu con la differenza che sai chi sono, il fatto che ti sfugge è che non ho mai affermato che devi parlare bene dei fumetti, ti dico solo che a mio avviso quello che fai/fate perde di credibilità per via dell anonimato ( e non sono l unico a pensarlo ) e a volte ci trovo delle forzature solo perchè siete incastarti nel gioco di dover trovare difetti per forza, comunque veramente, fai come vuoi, la notte ci dormo bene ugualmente, detto questo ti auguro buon lavoro

Mr Roboto ha detto...

Se un milione di persone guarda il Grande Fratello vuol dire che è un programma di spessore? Io non cambio parere a seconda del successo commerciale di un albo, non ragiono così, mi spiace.
Secondo te dovrei recensire in base alla pietà per il fumettista? Poverino si è tanto impegnato... ma che discorsi sono?
Io so chi sei? Ma chi ti conosce? Non mi risulta che abbiamo mai cenato insieme.
Farsi andare bene tutto secondo me non è sinonimo di "cultura" (se vuoi fare le pulci agli altri allora scrivi correttamente, io non ti avrei ripreso se non fossi stato tu il primo ad attaccarti a certi argomenti) ma solo disonestà intellettuale e in molti casi ipocrisia. Quando i difetti ci sono e sono così lampanti è impossibile non descriverli, ti assicuro che non ci vuole alcuno sforzo.
Oddio la mia credibilità è perduta! Non sei l'unico a pensarlo, come farò?
Scusate se rido.

pornonichilista ha detto...

Con questo tuo ultimo intervento la credibilità te la sei giocata da solo

pornonichilista ha detto...

riprovo a spiegarti il concetto di fondo: non ti ho detto di avere pietà del povero fumettista, dico che lui si è messo in gioco in prima persona, voi no, è la cosa è troppi impari, dici tutta una serie di cose giuste, sul cosa è fare cultura e tante cose che argomenti bene, ma sono tutte risposte a domande che non ho fatto, il concetto di base per me resta ed è ( bada, dico per me non assumo il tono universale tuo ) che recensioni, per di più fortemente negative e a tratti denigranti, fatte in forma anonima sono una cosa tremenda

Mr Roboto ha detto...

E la mia domanda rimane sempre: perché? Cosa ti cambia se a recensirti è un Mario Rossi o Pinco Pallino? La recensione diventa meno denigrante o negativa?
Ma poi che vuol dire impari? Quando uno pubblica (e mi frega poco se lo fa col suo nome, lo pseudonimo o quant'altro) io giudico il suo lavoro senza pregiudizi, senza filtri e pietismi vari. Io mi concentro sul contenuto se poi la vuoi spostare per forza sul personale fai pure ma è quello che io sto evitando come la peste.

sara ha detto...

Mi permetto di intervenire, anche perchè questo thread sta diventando un duello. E nelle affermazioni di entrambi ci sono spunti importanti di riflessione. Personalmente, visto che ritengo il mondo del fumetto una specie di piccolo paesino di provincia, ho vissuto l'anonimato di FumettiBrutti come un modo per tutelarsi da eventuali ritorsioni. Sulla questione dell'anonimato e della satira ho trovato interessante leggere questo intervento (andate avanti almeno per le prime 23 righe!). Sulla questione dell'impegno che un autore ci mette, insieme alla faccia, per fare un libro, credo che una parte degli sforzi purtroppo alla fine sia inutile, e che se la figura degli editor nell'editoria a fumetti fosse più sviluppata, soprattutto i giovani autori riuscirebbero a esprimere al meglio le loro intuizioni e il loro talento. Spesso però gli editor sono a loro volta fumettisti che quindi trasferiscono la loro visione del fumetto sul lavoro dell'autore che dovrebbero seguire, nel peggiore dei casi snaturando il lavoro dell'altro o nel migliore dei casi essendo assolutamente inutili.

sara ha detto...

il link che ho cancellato per sbaglio è questo http://www.facebook.com/note.php?note_id=226186057410141 è un articolo di tale Marco Ivaldi, una persona che, da quel che capisco, nella vita, si occupa di informatica.

pornonichilista ha detto...

Guarda Sara, il mio non volevo essere un duello, ho solo impiegato troppo tempo per spiegare come vedevo la questione, diciamo che più che una diatriba si è trattato di un botta e risposta argomentato bene da entrambe le parti. Capisco il discorso della paura delle ritorsioni, ma secondo me il problema di fondo è propio quello, mi spiego meglio, sarebbe ora di cominciare a dire le cose con nome e cognome sempre, non solo da parte di chi scrive ma anche quando si allude a qualcuno, parli di editor che sono pure fumettisti criticandone l operato, scrivi che uno è igort e che l altro è la scarpa, per esempio, se continuate tutti ad osannarla senza fare notare queste cose che pensate questi poretti penseranno sempre di operare nel giusto visto i consensi, non capisco da cosa sia dettato tutto questo timore, uno dei migliori editor che ho avuto modo di conoscere è Trabacchini ( che non è un fumettista ) anche se purtroppo ora lavora per pesce ( dico purtroppo perchè fanno delle scelte editoriali che a me non piaciono ma non per questo vuol dire che siano sbagliate ), se continuiamo tutti a pensare che non si possono fare nomi se non dietro il propio anonimato, tutte quelle cose che non ci piaciono rimarranno uguali, tra l altro tutta questa diplomazia per fare cosa? per (forse) pubblicare in Italia dove ti pagano con una collanina di perle? ti linko qualche riga che ho scritto non molto tempo fa, se vuoi dacci un occhio http://pornonichilista.blogspot.it/2012/04/io-la-fregna-devo-ancora-vederla.html

pornonichilista ha detto...

P.S. quando dico poretti intendo dire che poverini pensano di far bene, non che siano dei poveracci ( specifico per non passare da esaltato )

stefano ha detto...

@ MR ROBOTO e FUMETTI BRUTTI:

spezzo una lancia a favore di pornonichilista e anche di anonimo.

pensateci al fatto che non sono i primi a muovervi tali osservazioni.
Lo dico perché mettersi in discussione, in particolare in un blog come il vostro, visto che non ci mettete mai la faccia - ammettiamolo, senza mostrarsi è più facile anche metter da parte l'orgoglio e correggersi- aiuta a migliorare.

secondo e ultimo appunto, ma forse il più importante:
leggere che rispondete a una critica con (per quanto noioso possa effettivamente essere) in un blog che proprio sullo spirito critico si dovrebbe basare.
questo sì,
è Brutto.

stefano

stefano ha detto...

con "sei noioso" e "se non ti piace il blog gira al largo che qui nessuno sente la tua mancanza"

sara ha detto...

Pornonichilista, ho letto il tuo post e racconta situazioni in cui credo ci possiamo rispecchiare tutti noi che facciamo fumetti-illustrazioni e simili, e credo che quello che dici tu, di iniziare a fare i nomi, sia giusto e che sia l'unico modo per cambiare le cose. Come accennavo quando ho scritto il post su FumettiBrutti, loro mi hanno colpito perchè facevano qualcosa che io non avevo il coraggio di fare, e sono molto contenta che tu abbia commentato questo post perchè dalla conversazione con te mi è venuto il coraggio di dire quello che penso. Nel discorso sugli editor sì, pensavo a Igort. Pensavo meno alla Scarpa, non perchè lei non segua lo stesso meccanismo, ma perchè le iniziative che guida, anche quando coinvolgono autori della scuderia di Igort, hanno un tipo di attitudine che vivo come lontana da quella che mi interessa, al contrario delle scelte di Igort. Lo scrupolo che mi facevo io, quando pensavo di voler fare fumetti, a fare dei nomi fuori dalla ristretta cerchia dei miei amici, era quello di apparire come quella che critica perchè non può avere. Poi a dirla tutta il problema non sono Igort o la Scarpa, è che non c'è alternativa, l'unica via anche per loro è stata che gli autori creassero da soli la loro possibilità. E nel caso di Igort, se lui non avesse aperto la sua casa editrice qui non si sarebbe smosso proprio nulla. Riconoscendo quindi il valore di quello che ha fatto, ciò non toglie che questa esperienza, come le altre, sia migliorabile e che Igort rappresenta un esempio di come la propria visione del fumetto in quanto autori non sempre si sposi al ruolo di editor nei confronti di artisti che sono lontani dalla propria modalità narrativa etc etc. Tu poi nel tuo post porti l'esempio di questa rivista di moda che sfrontatamente ti risponde che non ti devi preoccupare, che non dovrai pagare niente per essere pubblicato. Per evitare di trovarci tutti sempre sfruttati dovremmo rifiutarci di fare lavori a queste condizioni. Ma anche qui io sono la prima a noi riuscire a dire di no. Non intendo però restare così accondiscendente. Spero di aver modo di continuare questa chiacchierata anche di persona alla prossima fiera. La cosa che più mi infastidisce è quando il parlare non è seguito dal fare, quindi sappi che mi impegnerò perchè questa discussione sia l'inizio di un cambiamento reale nell'atteggiamento innanzitutto da parte mia. Ecco

pornonichilista ha detto...

Mi fa piacere quello che scrivi, la mia idea è che le cose in generale qui in Italia resteranno più o meno come sono, principalmente per il fatto molto semplice che il fumetto, o meglio un certo tipo di fumetto, non è un prodotto che vende, è un fatto culturale e sociale, quindi è pure inutile insistere nel voler proporre un prodotto che alla fine interessa solo a quelle stesse persone che il prodotto lo fanno.
I nomi che ti ho citato nella mia precedente erano solo esempi, per dire che si percepiva di chi parlavi e secondo me è meglio dire che non dire...
Per farti un esempio, gli unici rapporti che ho avuto con igort sono stati scambi di email molto cordiali e l ho trovato pure una persona molto disponibile, la critica che posso muovere al suo operato è la stessa che posso fare ai prodotti editoriali italiani in generale: è vero che una casa editrice si distingue per le sue scelte, ma è altrettanto vero che qui ci siamo fermati ad un linguagio del fumetto unico, quasi fosse l unico modo di farlo, mentre invece le possibilità linguistiche sarebbero infinite, un po' come dire che l unico modo di fare un film sia quello holliwodiano, i miei "prodotti" che qui erano ritenuti non buoni hanno trovato sbocco all estero, e ricollegandomi a quanto detto sopra forse è pure giusto che sia così, visto che qui non avrebbero mercato. Però, se iniziassero a proporre più alternative magari il palato dei lettori potrebbero abituarsi pian pianino a digerire linguaggi che siano differenti da quelli soliti, da parte mia ( e questo per quello che riguarda il post dal mio blog che ti linkai ) mi sono tagliato fuori da almeno una metà di quei progetti in cui ero solo per quel non saper rinunciare di cui hai accennato tu, e ti dico che sono molto più sereno e tranquillo nel lavorare alle cose a cui più tengo, poi sono scelte personali...
P.S. ai festival non mi vedrai mai più, odio il clima di frustrazione buffamento nascosto dietro piccoli " successi ", però se vieni al crack a Roma li mi trovi, quello si che è un festival che ha delle potenzialità enormi, quantomeno ci si diverte